Massimo Cimatti interviene all’Assemblea Nazionale di Re Mind – Filiera Immobiliare
Massimo Cimatti - Agedi Group
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Il 24 novembre 2020, a margine dell’Assemblea Nazionale di Re Mind Filiera Immobiliare “Politiche Immobiliari Europee e Italiane”, Massimo Cimatti ha partecipato ad un dibattito sul tema relativo agli investimenti esteri in Italia nel quale sono intervenuti, tra gli altri, Andrea Gumina (Consigliere del Ministro degli Affari Esteri), Carlo Corazza (Direttore Ufficio in Italia del Parlamento Europeo) e Paolo Crisafi (Presidente Re Mind Filiera Immobiliare). Presenti anche Giorgio Palmucci (Presidente ENIT), Ivano Ilardo (Ernst & Young Advisory) e Marco Mari (Consigliere Delegato alla Manifattura Immobiliare Re Mind e Presidente Gbc Italia). Dalla Capitale e collegati in streaming Carla Cappiello (Presidente Ordine degli Ingegneri di Roma) e Ruggero Giannini (Capo Urbanistica Ordine Ingegneri).

progetto turistico culturale

La cultura e il turismo salveranno l’Italia

L’intervento di Massimo Cimatti è stato mirato ad evidenziare il ruolo essenziale del turismo culturale nella valorizzazione del territorio italiano, soprattutto delle località cosiddette minori, e, di conseguenza, nello sviluppo sociale ed economico dell’intero “Sistema Paese”. L’immobiliare può contribuire in modo determinante a questo percorso.

“Il turismo e l’immobiliare camminano a braccetto perché il turismo ha bisogno di spazi e di luoghi e, quindi, di immobili. Allo stesso tempo, moltissimi immobili storici sparsi sul territorio, abbandonati e ormai privi di identità, possono invece essere ripensati e sfruttati in chiave turistica, cercando di salvaguardarne la storia e l’identità originaria, diventando anzi essi stessi ‘attrazione’. Se inseriti all’interno di un progetto armonico ed organico, questi immobili possono rappresentare un importante volano economico per il turismo, la cultura, l’immobiliare e, in generale, per tutto il Sistema Italia.

Negli ultimi anni mi sto dedicando molto allo sviluppo di una catena alberghiera dedicata al turismo culturale, ma per fare questo è necessario che tutti i soggetti coinvolti rinuncino alla loro visione miope limitata alle grandi città italiane. Essenziale guardare alla provincia, quella media e piccola. Perché il nostro è un territorio di meraviglie, ancora tutte da scoprire sotto il profilo culturale, turistico e anche immobiliare. Meraviglie che, purtroppo, spesso e volentieri neanche noi conosciamo, essendo concentrati sempre sui soliti luoghi. Siamo talmente ‘ricchi’ di bellezze che non possiamo accontentarci di mostrare al mondo solo Firenze, Venezia, Roma o Milano, ma dobbiamo far scoprire ogni angolo dell’Italia che va pensato, organizzato, valorizzato e promosso sotto il profilo turistico-culturale”.

Leggi anche: Massimo Cimatti al webinar di Re Mind: Progetto turistico-culturale di Agedi

Unire le forze per un progetto turistico-culturale di ampio respiro

Cimatti ha altresì enfatizzato la necessità dell’impegno di tutti per la riuscita di questo ambizioso progetto.

“Nel turismo culturale io includo anche l’enogastronomia, l’artigianato, le tradizioni locali. Anche in epoca post-Covid, i turisti di tutto il mondo continueranno a cercare ‘esperienze’. Quindi occorre offrire pacchetti armonici che consentano di godere delle bellezze e dei patrimoni del nostro Belpaese a 360°. Siamo un Paese davvero piccolo rispetto al resto del mondo, eppure se ne siamo al centro e godiamo ancora di rispetto è soprattutto grazie alla nostra storia e alla nostra cultura. Sprecare i ‘talenti’ che abbiamo sarebbe un errore imperdonabile.

Creare un progetto turistico-culturale significa mettere insieme tutte le nostre forze. Occorre in primis una semplificazione normativa che consenta a chi si lancerà in questo progetto di sviluppare in modo snello e fattivo i patrimoni immobiliari che saranno inclusi nel progetto stesso, con l’obiettivo di seguire un concept progettuale univoco che abbia come fil rouge la cultura. In questo senso, abbiamo sicuramente bisogno del supporto del Governo. Soprattutto sotto i profili dello sviluppo infrastrutturale, dello snellimento burocratico-amministrativo e dell’incentivazione fiscale, cruciali per attirare capitali in Italia dall’estero”.

L’ispirazione del progetto francese “Auberge de jeunesse”

“Prendendo spunto da un progetto francese attuabile anche nel nostro Paese, sono tanti gli immobili in Italia che potrebbero essere valorizzati per altri fini. In particolare, mi riferisco alle ex colonie di mussoliniana memoria, che oggi fanno capo a diversi enti, al Demanio, ai privati, ad enti ecclesiastici. Oltre agli ex convitti, monasteri o abbazie, che si prestano particolarmente ad essere utilizzati per una particolare tipologia ricettiva dedicata ai giovani. Ultimamente stiamo lavorando, infatti, sulla categoria ‘auberges de jeunesse’ per una ventina di ex colonie, ripensate in chiave 2.0 e abbinandovi un’offerta di servizi adatti alle nuove esigenze dei ragazzi. Partendo dal modello francese, stiamo immaginando un modello ‘Made in Italy’ che si adatti al nostro contesto e alle nostre peculiarità. 

Rifacendomi, poi, ad un altro modello francese, questa volta quello delle “mobile-home”, potremmo importare nel nostro Paese un sistema similare nella logica del turismo green. Avendo a disposizione in Italia tanti terreni non sfruttati immersi in contesti naturalistici straordinari, stiamo studiando il modo di realizzare degli ‘alloggi mobili’ che vadano ad utilizzare, in modo temporaneo o stagionale, questi terreni. Tutto ciò poi va accompagnato con una politica programmata di marketing territoriale per portare turisti in questi luoghi, oggi non conosciuti.

Tutti questi progetti necessitano di un grandissimo impegno non solo nel presente, ma anche nel prossimo futuro. Proprio grazie a questi progetti di riqualificazione, molte zone del nostro bellissimo Paese ne usciranno arricchite in tutti i sensi e più forti”.

L’obiettivo è quindi quello di contribuire a sviluppare organicamente e armoniosamente l’intero Sistema Nazionale tramite il nostro straordinario patrimonio in ogni angolo d’Italia. In questo modo, i grandi investitori non saranno più interessati solamente alle grandi città, che ormai sono affollatissime. Saranno attratti anche da altri luoghi straordinari, meno conosciuti, ma proprio per questo più autentici e ancora tutti da scoprire.”

Ringraziamenti e conclusioni

Il dottor Cimatti ha concluso il suo intervento ringraziando vivamente Paolo Crisafi, Presidente di Re Mind – Filiera Immobiliare, per il lavoro che sta svolgendo per portare l’attenzione su questi temi – di cui c’è tanto bisogno – e per stimolare un costante confronto costruttivo e sinergico tra tutti gli intervenuti.

Guarda l’intervento completo di Massimo Cimatti all’Assemblea Nazionale “Politiche Immobiliari Europee e Italiane“: